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By Swami Paramhansa Yogananda

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Mein Leben

Heute kennt guy Marcel Reich-Ranicki vor allem als wortgewaltigen Kritiker, der über viele Jahre mit der ZDF-Sendung "Das literarische Quartett" Literatur einem breiten Publikum nahe brachte. In seinen Memoiren lernt guy ihn als einen Menschen kennen, dessen Schicksal eng mit dem bedrückendsten Teil der Geschichte dieses Jahrhunderts verknüpft ist.

Das Wochenende

Ein Deutscher Sommer, die Vergangenheit wird lebendig. Nach zwanzig Jahren im Gefängnis ist er überraschend begnadigt worden. Christiane, seine Schwester, will sein erstes Wochenende in Freiheit mit einem Dutzend regulate Freunde feiern, in einer verfallenen Villa auf dem Land, ohne Reporter und Kameras.

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Nota Al tempo del nostro incontro Kebalananda, non era ancora entrato nell'ordine degli Swami e lo si chiamava in genere "Shastri Mahasaya". Per evitare confusione coi nomi di Lahiri Mahasaya, Bhaduri Mahasaya (Cap. VII) e Maestro Mahasaya (Cap. IX), mi riferisco al mio maestro di sanscrito solo col nome monastico che assunse in seguito, Swami Kebalananda. La sua biografia è stata pubblicata di recente in bengali. Nato nel distretto di Khulna nel Bengala nel 1863, Kebalananda abbandonò le sue spoglie mortali a Benares all'età di 68 anni.

Là ricevetti un'immediata e singolare risposta alle mie preghiere. Ananta aveva fatto un piano molto intelligente. Prima di incontrarmi a Hardwar si era fermato a Benares per pregare un autorevole esperto delle Scritture di parlare, in seguito, con me. Questo pandit e suo figlio avevano promesso di dissuadermi dall'intraprendere il sentiero del sannyasi (nota: Letteralmente: rinunciante. Da radici del verbo sanscrito: gettar da parte. Fine nota). Ananta mi condusse in casa loro. Il figlio, un giovane di temperamento focoso, venne a salutarmi nel cortile e s'impegnò con me in un lungo ragionamento filosofico; dichiarando di avere una nozione chiaroveggente del mio futuro, cercò di dissuadermi dal farmi monaco.

Oh! ". Prese il fiore. Un comico stupore si dipinse sul suo viso mentre aspirava ripetutamente il profumo di gelsomino da un fiore che ella ben sapeva inodore. La sua reazione dissipò il mio sospetto che Gandha Baba mi avesse portato a uno stato d'autosuggestione tale da permettere soltanto a me di percepire quei profumi. In seguito seppi da un amico, Alakananda che il "Santo dei profumi" aveva anche un potere che vorrei fosse a disposizione di tutti quei milioni di persone affamate nel mondo.

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